giovedì 28 giugno 2007

Bastarde pregne...

PALERMO: FURTI IN APPARTAMENTO, IN MANETTE 2 GIOVANI ROM INCINTE

PALERMO (ITALPRESS) - Due ragazze rom, in stato di gravidanza, sono state arrestate dai carabinieri per furto in appartamento. Sono state bloccate, mentre si allontanavano da un'abitazione di via Tommaso Natale, a Palermo. Insieme a loro c'era una 12enne, che e' stata affidata ad una casa famiglia. Le due giovani, Nicolik Musema e Jovanovic Sangrepa, residenti nel campo nomadi di via del Fante, nel capoluogo siciliano, si erano introdotte in un appartamento, pensando che non vi fosse nessuno all'interno. Dopo avere suonato piu' volte al campanello, senza avere ricevuto risposta, hanno forzato la porta di ingresso. Invece, in casa c'era la figlia dei proprietari che si stava asciugando i capelli e non ha sentito nulla. Le due ladre, non appena si sono accorte della giovane, hanno tentato di fuggire, ma sono state bloccate dai genitori della ragazza che stavano rientrando a casa. Nel frattempo, informati da alcuni vicini, sono giunti sul posto i carabinieri che hanno arrestato le due nomadi, trovate in possesso di un telefono cellulare, 100 euro in contanti e circa 1200 euro di buoni benzina.

Emergenza Rumeni a Pescara: degrado, delinquenza e disagio sociale

PESCARA. Qualcosa è già cambiato da mesi. Era inevitabile e prevedibile. Così, come altrove, anche il tessuto sociale pescarese sta risentendo dei cambiamenti delle leggi e della immigrazione sempre più imponente. Con l’entrata nella Ue della Romania Pescara è stata letteralmente invasa dagli “ex extracomunitari” che ora non hanno più bisogno di un permesso di soggiorno per rimanere in Italia.

Per loro rimanere nel bel paese è una priorità, sebbene non abbiano un lavoro stabili o condizioni accettabili per sopravvivere.
E quindi anche i pescaresi si organizzano e sale i livello di agitazione verso gli stranieri che assediano ogni terreno abbandonato o ruderi fatiscenti e costruiscono accampamenti o riattano baracche per viverci.
Sono moltissimi gli insediamenti che accolgono donne e bambini e che fanno da supporto ai capi famiglia che in mancanza di altro non fanno che alimentare il mercato della malavita fatto di furti, accattonaggio e molestie varie.
Così vere e proprie ronde di cittadini sono state messe in atto in via del Circuito e nei pressi dell’ex consorzio agrario, ma anche in via Aterno dove i pescaresi di notte vegliavano sui loro terreni per evitare che i rumeni tornassero a ristabilirsi lì.
E solo l’arrivo delle volanti, coordinate da Pierfrancesco Muriana, ha evitato il peggio proprio mentre uno dei rumeni, con un bastone, ha tentato di scagliarsi contro i residenti che riteneva responsabili per lo sgombero di poche ore prima da parte della polizia.
E’ diventato sempre più frequente l’intervento delle forze dell’ordine nell’individuare ed eliminare tutte quelle situazioni giudicate favorevoli all’accampamento.
«Dal canto nostro intensificheremo controlli e cercheremo di prevenire situazioni di rischio», hanno detto Di Domenico della polizia e Grippo, comandante dei vigili urbani, «fino ad ora sono stati 21 gli sgomberi coatti e gli abbattimenti di strutture per un totale di 250 persone allontanate. Dall’inizio dell’anno il sindaco D’Alfonso ha emesso 35 ordinanze di sgombero su terreni del territorio comunale».
E sono molte le aree prese di mira dalle baraccopoli. Non è sfuggita nemmeno l’area dell’ex Fea che sarebbe diventata una nuova “fonderia Camplone”, la struttura per eccellenza che accoglieva in maniera precaria gli extracomunitari fino a pochi mesi fa quando le strutture fatiscenti sono state rase al suolo.
Al fenomeno che rischia di diventare di ordine pubblico, oltre che sociale, polizia e vigili urbani hanno promesso una intensa azione di prevenzione.
Ieri l’ultimo arresto di un rumeno per aver rubato una bicicletta.

Bologna: la Polizia arresta due nomadi per furto

Cronaca Bologna - Ieri in via Indipendenza in centro, le due zingare, assieme ad un complice denunciato, hanno preso di mira una ragazza di 37 anni. Una 24enne con un bimbo al seguito le ha rubato il portafogli dalla borsa senza che se ne accorgesse e l'ha passato ai due complici, un ragazzo di 15 anni e una ragazza risultata maggiorenne dall'esame auxologico.
Una commerciante ha però assistito alla scena e ha allertato una volante del 113 che passava di lì. I poliziotti hanno individuato e bloccato i 3 ladri che fuggivano in direzione della stazione ferroviaria.
Il 15enne alla loro vista ha gettato il portafoglio in un cestino dell'immondizia, poi recuperato e restituito alla derubata. Il minore è stato denunciato per furto aggravato in concorso, mentre le sue due complici sono state arrestate per lo stesso reato.

Presi i pendolari dei furti...

E' "Game over", bloccata la banda dei pendolari che di notte rubava in bar e circoli tutti i soldi dalle macchinette dei videopoker e videogame

Pendolari dei furti, in auto o in treno raggiungevano nottetempo gli obiettivi con un raggio di azione comprendente varie regioni del centro e del nord Italia. Per far scattare il piano era sufficiente una telefonata di segnalazione. Agiva così un gruppo di cittadini stranieri, per lo più di albanesi, sgominati dai carabinieri del Comando provinciale di Cuneo al termine dell’operazione “Game over”. Cinquanta i furti eseguiti nel 2006, di cui una ventina nel capoluogo provinciale e dintorni: nel mirino soprattutto bar ed esercizi pubblici con particolare interesse per le apparecchiature videogame e videopoker.

Conversazioni telefoniche e trasferte anche di centinaia di chilometri erano attentamente monitorate dai carabinieri durante le indagini partite a gennaio e coordinate dalla Procura della Repubblica. Principali indiziati alcuni albanesi gravitanti tra i comuni di Cuneo, Borgo San Dalmazzo e Boves. Colpivano in Liguria, Toscana, Veneto, Piemonte senza disdegnare però anche l’ambito locale. Sarebbero in particolare responsabili di furti a Peveragno, Cervere, Sale (Al), Castelfiorentino, Piazzola sul Brenta, Sestri Levante, Carasco. La refurtiva oscillava, di volta in volta, tre i 250 e i 4300 euro.

A Cervere in particolare uno degli episodi: in data 6 maggio, portato a termine il colpo, due esponenti della banda hanno mancato l'appuntamento con il complice che li attendeva in auto. Giovane e da poco in Italia, l’autista improvvisato aveva infatti perso l’orientamento, finendo in panne sull'autostrada. La sua disavventura si è conclusa in ospedale dove ha ricevuto le prime cure per le lesioni procuratesi nel tentativo di cambiare un pneumatico danneggiato. Questo e i frequenti soggiorni in alberghi al termine dei furti hanno agevolato l’identificazione dei vari soggetti gravitanti attorno alla banda.

Il 23 maggio in 4 sono così stati rintracciati a Boves, Dronero, La Loggia e Scandicci e successivamente arrestati in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip presso il Tribunale di Cuneo. Kadiu Bledar, 26 anni, e Sotiri Foto, 21, residenti in Boves, Ujka Agron, 26, domiciliato in Borgo San Dalmazzo ma di fatto senza fissa dimora, Lamaj Mikel, 30 anni, dovranno rispondere di concorso in più furti pluriaggravati continuati e inosservanza continuata delle prescrizioni della sorveglianza speciale.

Altri 5, tutti albanesi e rumeni, sono inoltre stati denunciati in stato di libertà: erano responsabili di concorso occasionale in alcuni degli episodi.

“L’operazione – spiega il comandante del reparto operativo, tenente colonnello Mario Simeoni (nella foto)– rappresenta una risposta concreta e immediata alla sempre più pressante richiesta di sicurezza avanzata dalla comunità locale. Gli arresti hanno infatti consentito di porre un freno ad uno dei gruppi criminali di matrice straniera senza dubbio maggiormente attivi, nel contesto territoriale”.

Proprio la sicurezza urbana ha acquisito in questi ultimi anni un’importanza notevole nell’agenda politica nazionale, ma soprattutto è cresciuto l’impegno degli enti locali. Sindaci e presidenti delle province sono sempre più coinvolti in comitati di ordine pubblico. E le stesse regioni hanno sviluppato legislazioni in tema di polizia locale.

Occorre però fermarsi a riflettere sull’evoluzione imboccata, sulla necessità di politiche organiche anche a lungo termine sia per le grandi metropoli che per i piccoli centri, sul bisogno di una stretta collaborazione, non priva di criticità, tra autonomie locali e istituzioni statali. Ed è questo lo scopo del convegno che si terrà il 1° giugno a Villa Gualino, a Torino. Un dialogo ad alto livello per una questione che oggi quasi quotidianamente occupa le pagine dei giornali.

Mitico...

Scontro fra auto e ambulanza. Sul mezzo
di soccorso era trasportato un rumeno. Feriti
i due conducenti, i paramedici e il trasportato
di Roberto Bettinelli

Crema - Scontro fra auto e ambulanza ieri sera alle 23.30 al semaforo di via del Macello. La Fiat Brava condotta da E.A.M., 31 anni marocchino, proveniva da via Visconti quando si è scontrata in mezzo all’incrocio semaforico contro l’autoambulanza che giungeva dalla Paullese. Lo schianto è stato terribile, con l’auto che ha centrato la fiancata dell’ambulanza. A bordo del mezzo di soccorso c’erano tre paramedici del 118 e un paziente di nazionalità rumena. L’unità del 118 aveva appena effettuato l’intervento di soccorso e si stava dirigendo verso l’ospedale Maggiore. All’improvviso c’è stato l’impatto e il rumeno è stato sbalzato dal lettino all’interno dell’ambulanza.
L’autista e il marocchino hanno detto di non essersi accorti di niente fino all’istante in cui è avvenuto lo scontro. Sul posto sono arrivati pochi minuti dopo i carabinieri del nucleo radiomobile. L’equipaggio ha messo in sicurezza l’incrocio mentre è arrivata un’altra unità del 118 che ha portato i feriti all’ospedale Maggiore.
I medici del pronto soccorso hanno stilato pochi giorni di prognosi per tutti i coinvolti nell’incidente: il marocchino, i tre paramedici e il paziente trasportato sull’ambulanza. Sono ancora in corso gli accertamenti per individuare le cause dell’incidente.

L´holding delle carte di credito

Meo Ponte

I codici intercettati spediti via mail per spese all´estero
Contestata l´associazione a delinquere
Il bottino supera i 14 milioni di euro, 3mila le card contraffatte
Nasce dal misterioso tentativo di uccidere il titolare di un´agenzia di viaggi l´articolata indagine dei carabinieri della Compagnia di Mirafiori culminata nella scoperta di una rete internazionale specializzata nella clonazione dei codici delle carte di credito. E´ infatti indagando sull´aggressione subita il 16 dicembre 2005 da Adriano Del Testa, titolare della Adri e Ame Viaggi di corso Maroncelli 32, accoltellato da tre slavi che gli investigatori hanno portato alla luce l´organizzazione capeggiata da Gheroghe Chimou ed Eugen Salop, entrambi romeni che, grazie a due abilissimi tecnici informatici, Catalin Ilie e Claudiu Lucas in grado di utilizzare al meglio sofisticati skimmer e altri lettori di bande magnetiche, è riuscita a violare migliaia di conti correnti in Italia e all´estero. L´inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Andrea Padalino che ha accorpato le indagini del pm Arnaldi di Balme (che il 9 marzo 2006 aveva ordinato l´arresto di Gheorghe Chimou e del complice italiano Cassarino Gallo) del pm Castellani (autore il 15 maggio 2006 della cattura di Giorgio Metastasio, un altro italiano membro della gang) e del pm Tibone (che il 13 giugno 2006 aveva incriminato Marian Valentin Subtirelu, un altro «clonatore»), si è conclusa per ora con 19 arresti con l´aggravante dell´associazione a delinquere, il sequestro di 3.600 codici clonati e di 300 carte di credito e bancomat che secondo una prima valutazione avrebbero potuto fruttare un bottino di altre 14 milioni di euro. Impossibile quantificare i soldi succhiati dai conti correnti dall´organizzazione che aveva la base logistica a Bacau, in Romania, ma contava su ramificazioni internazionali.
«Un gruppo con struttura piramidale - scrive il gip Dante Cibinel nella sua ordinanza di custodia cautelare - il cui vertice è ubicato in Romania, dedito in particolare all´installazione di apparecchiature atte a intercettare comunicazioni intercorrenti tra sistemi informatici, in particolare circuiti interbancari e alla realizzazione di cloni di carte di credito...». Il giudice poi entra nei dettagli: «La clonazione poteva avvenire in due modi: mediante contraffazione totale (ovvero oltre che nella banda magnetica anche nel supporto plastico) di una esistente carta di credito di cui il sodalizio era in possesso e mediante il cosidetto "skimming", cioè l´uso di una specifica apparecchiatura tecnica denominata skimmer che, posizionata all´interno delle apparecchiature POS degli esercizi commerciali o degli sportelli Atm, all´atto del pagamento da parte del cliente "catturava" e memorizzava il contenuto del supporto magnetico della carta di credito utilizzata e il successivo riversamento dei dati così memorizzati su una carta di credito di illecita provenienza...». Le intercettazioni telefoniche hanno permesso agli investigatori di scoprire che i codici intercettati venivano spediti via sms, per chat o via e-mail. Quelli presi in Italia erano utilizzati in paesi esteri e viceversa quelli clonati in Europa o in America erano poi usati nel nostro paese. Ed è lo stesso gip a delineare il profilo dell´organizzazione scrivendo: «Si riusciva a ricostruire la struttura del gruppo criminale composto nella sua compagine organizzativa dai seguenti cittadini romeni: Chimoiu Gheroghe e Salop Eugen, capi organizzatori del sodalizio, Lucas Claudiu e Ilie Catalin, partecipi al sodalizio in qualità di esperti informatici, Subtirelu Marian Valentin e Costantin Traian, addetti al reperimento in Italia e all´estero di codici cloni, incaricati anche del riversamento dei dati su badge da consegnare agli altri associati, Murgui Giani, Petcu Haralambe, Nita Florin Catalin e Popescu George Andrei, incaricati di effettuare prelievi o acquisti adoperando le carte clonate di volta in volta fornite dagli altri associati i cui ricavati venivano consegnati ai capi organizzatori, ottenendo in cambio un corrispettivo in denaro...». E degli italiani Cibinel dice: « Metastasio Giorgioe e Gallo Cassarino Alessandro, addetti essenzialmente al reperimento in Italia di codici cloni e al loro riversamento su supporti magnetici e anche al reperimento di esercenti di esercizi commerciali compiacenti al fine di installare le apparecchiature per la cattura dei codici nei suddetti esercizi dietro un corrispettivo....».

martedì 26 giugno 2007

Botte e sputi ai poliziotti

Ferrara 26 giugno

Arrestati due rumeni completamente ubriachi

Ci sono volute ben cinque ore di intervento per aver ragione dei due rumeni che ieri notte si sono resi protagonisti di una rissa con una pattuglia della polizia. Sono le 4 quando in centrale arriva la segnalazione di un’auto in panne, una Ford Mondeo, in via Copparo presso lo svincolo per Baura. La telefonata parla di due uomini fermi a lato della vettura. Chi chiama afferma di essersi fermato per aiutarli per poi defilarsi subito quando i due hanno incominciato a insultarsi e picchiarsi a vicenda.

Non appena arriva la volante della polizia uno dei due si getta nel canale che costeggia la strada, risale completamente bagnato e si scaglia contro un agente. Intervengono in aiuto anche i carabinieri, mentre anche il secondo attacca i poliziotti.

Sebastian Raducanu, 36 anni, e Robert Danci, 46, entrambi rumeni, sono completamente ubriachi e vengono caricati sulla volante e portati in questura. Anche durante il tragitto non è stato facile contenerli. Arrivati poi in corso Ercole d’Este uno dei rumeni ha continuato a scalciare, a sputare contro gli agenti e a sbattere la testa contro il vetro.

I poliziotti verranno medicati e giudicati guaribili in 5 giorni, mentre i rumeni sono stati denunciati per lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. Il più giovane, che era agli arresti domiciliari in una comunità del ferrarese, dovrà rispondere anche di evasione, mentre l’altro per favoreggiamento. Entrambi si trovano ora agli arresti in carcere all’Arginone.