giovedì 28 giugno 2007

SPECIALISTA IN FURTI CON 9 FIGLI, DIFFERITA PENA A 23 ANNI

(AGI) - Nuoro, 16 giu. - Una nomade croata di 33 anni, specialista in furti in appartamento, deve scontare oltre 23 anni di reclusione per cumulo di pena, ma, benche’ colta in flagrante ieri a Nuoro, non puo’ andare in carcere perche’ madre di nove figli piccoli e quindi l’esecuzione della pena e’ differita. Con uno di questi, una ragazzina di 14 anni, e assieme a una connazionale di 32 anni,la donna e’ stata sorpresa ieri mattina, dopo un pedinamento, al quinto piano di un condominio, da personale della Squadra Mobile di Nuoro.
Le tre avevano con se’ schede telefoniche e ferri per forzare le porte, arnesi utilizzati in quattro furti in appartamento denunciati nelle ultime due settimane in citta’, per un bottino complessivo di circa 13.000 euro in denaro e preziosi.
Risultano due, invece, i colpi tentati e falliti. I testimoni hanno sempre riferito di aver notato sul posto due donne nomadi.
Le indagini accerteranno se le due croate bloccate ieri, entrambe residenti nel campo nomadi di Sassari, sono responsabili di questi sei episodi. Intanto, sono state denunciate a piede libero per tentato furto in concorso. La ragazzina e’ stata affidata alla nonna.(AGI)

TENTATO RAPIMENTO NEONATA: ZINGARE SPARITE E NUOVO PROCESSO

(AGI) - Lecco, 16 giu. - Seconda udienza lunedi' prossimo del nuovo processo alle due giovani zingare che il 7 febbraio 2005 in centro Lecco tentarono di rapire una bimba strappandola dalla culla che stava spingendo la mamma. Le due donne erano gia' state processate con rito direttissimo ma la Cassazione aveva annullato la sentenza per difetto di motivazione e ritenendo la proposta di pena accolta dal Giudice Monocratico Maria Cristina Sarli troppo esigua rispetto alla gravita' dei fatti. Per questo il processo e' da rifare. Una vicenda che fece parecchio clamore attirando anche l'attenzione nazionale se non altro perche' le due zingare furono scarcerate subito dopo la sentenza. Da allora hanno fatto perdere le tracce. I fatti si svolsero sul sagrato della Basilica di San Nicolo', a Lecco. Erano le 11.30 di un venerdi'. Una donna, trentenne residente in citta', stava passeggiando non lontano dalla propria abitazione, spingendo la carrozzina con dentro la figlioletta di sette mesi.

Improvvisamente fu stata accerchiata da tre nomadi, una alle spalle e le altre due sbucate da un cespuglio. La piu' 'anziana', Sineta Caldaranu, lancio' l'ordine alle complici, Copalea Sopirla e una dodicenne: ''Prendi bimbo, prendi bimbo''. La giovane mamma, vistasi accerchiata conscia del pericolo reagi' afferrando tra le braccia la figlioletta per poi sferrare un calcio negli stinchi alla nomade piu' vicina.
Infine spinse con forza il passeggino facendosi largo fra le due malviventi che le si erano parate davanti. Quindi aveva chiamato il 113. Alle 12.25 i poliziotti individuarono e bloccarono le zingare. Il Pm Luca Masini, ottenne dal Gip la convalida dell'arresto per tentato di sequestro di persona. Ma il giorno dopo al termine del processo per direttissima e il patteggiamento della pena per 'tentata sottrazione di minori, il Giudice dispose l'immediata scarcerazione. Da qui le polemiche con la scesa in campo anche della Lega Nord che organizzo una fiaccolata l'insegna dello slogan: 'Giu' le mani dai nostri bimbi'. Fu polemica anche con il Procuratore dei Minori, Giovanni Ingrasci' che ''sulla base della documentazione disponibile e su quanto affermato dalla mamma della neonata'' configuro' l'episodio come ''minacce ma non certo un tentativo di sequestro o di sottrazione di minore'' nel valutare la posizione della zingarella dodicenne che non fu neppure indagata perche' al di sotto dell'eta' minima prevista per la punibilita' di un minorenne. Nella prima udienza del nuovo processo, svoltasi il 14 febbraio scorso, l'avvocato difenfensore d'ufficio delle due nomadi, Flavio Natali, aveva chiesto che gli atti processuali compiuti nel febbraio di due anni fa, compresa la derubricazione del reato e relativo patteggiamento, mantenessero la loro validita' e fossero riesaminati dal nuovo Giudice, Manuela Rossi. E che lo stesso riempisse la 'lacuna' del difetto di motivazione rilevata dalla Suprema corte. Di parere diverso il Procuratore capo, Annamaria Delitala, che non si oppose al riesame del patteggiamento, dicendo pero' no alla derubricazione del reato da tentato sequestro di persona a tentata sottrazione di minore. (AGI)

Stupra l’ex fidanzata e la getta nel cassonetto: condannato un bosniaco

Maltrattamenti, minacce, ripetute violenze fisiche e psicologiche per quattro anni, dal 2002 al 2006. E poi l’ultimo squallido e brutale gesto che Mersud Osmanovic ha compiuto nei confronti della sua ex-compagna: nella notte tra l’8 e il 9 ottobre dello scorso anno il bosniaco di 25 anni, dopo aver costretto la donna a salire sulla sua automobile, con violenza e minacciandola con un cric, l’ha picchiata. Un incubo che non è finito. Il nomade ha condotto la ragazza in un campo rom in via dell’Imbrecciato, nella zona del Trullo, obbligandola a salire sul suo camper. L’ha costretta ad assumere droghe e a bere alcolici per farle abbassare il suo stato di vigilanza e poi, legandole mani e piedi al letto, ha abusato di lei ripetutamente.
Ma la tragedia è proseguita. L’uomo si è disfatto della sua vittima, gettandola in un cassonetto della spazzatura, in via della Magliana. La donna, stordita per le botte e impaurita, ha iniziato a urlare e a disperarsi. Fortunatamente i suoi lamenti sono stati sentiti dai passanti che l’hanno soccorsa e condotta all’ospedale San Camillo.
I reati contestati a Osmanovic dal pm Staffa sono minacce, violenza sessuale aggravata, lesioni, maltrattamenti e sequestro di persona. Per queste accuse l’imputato bosniaco è stato condannato con rito abbreviato a quattro anni di reclusione dal giudice dell’udienza preliminare Donatella Pavone. Il gup ha anche disposto un risarcimento del danno di 50mila euro in favore della vittima costituitasi parte civile nel giudizio e assistita dall’avvocato Geraldine Pagano. La vicenda non è che il culmine di quattro anni di maltrattamenti, oggetto delle contestazioni per cui il bosniaco è imputato. Secondo l’accusa, Osmanovic avrebbe sistematicamente sottoposto l’ex compagna «a un regime di maltrattamenti, picchiandola, umiliandola, pretendendo da lei rapporti sessuali violenti e minacciandola di morte».

Arrestati due narcotrafficanti albanesi

Teramo | La Polizia di Stato arresta due giovani nacotrafficanti albanesi: rinvenuti 678 grammi di cocaina. Deferite alla locale Autorità Giudiziaria altre 5 persone ritenute responsabili di un traffico di sostanze stupefacenti.

A finire nella rete di poliziotti aprutini stavolta sono due cittadini albanesi, G.A. di 25 anni e X.S. di 24 anni, arrestati dalla Polizia di Stato nella flagranza di reato.

L'operazione antidroga è frutto di un'intensa attività investigativa avviata dagli uomini della caserma "Passamonti" della Questura di Teramo che si sono avvalsi anche dell'ausilio di intercettazioni telefoniche.

Non c'è scampo per i trafficanti di droga in provincia di Teramo, nonostante si tratti pur sempre della solita punta dell'iceberg: si stima, infatti, che l'ammontare di droga in circolazione superi pur sempre il 90% nonostante gli sforzi degli investigatori.

A conclusione di numerosi servizi di pedinamento e di osservazione protrattisi senza soluzione di continuità, sono state deferite alla locale Autorità Giudiziaria in totale 7 persone ritenute responsabili di un traffico di sostanze stupefacenti lungo la fascia costiera della provincia di Teramo.

L'attività informativa, gli appostamenti ed i preventivi pedinamenti delle persone sospettate di appartenere al gruppo, hanno consentito alla magistratura aprutina, su proposta della Questura di Teramo, di sottoporre diverse utenze ad intercettazione telefonica.

I cui esiti, opportunamente sviluppati e riscontrati, hanno portato gli inquirenti ad eseguire una perquisizione domiciliare nel corso della quale sono stati rinvenuti 678 grammi di cocaina, ed altro materiale d'interesse, nella disponibilità dei due cittadini albanesi arrestati nella flagranza di reato.

L'attività investigativa in corso è stata ulteriormente approfondita tanto da accertare responsabilità penali anche a carico di altre cinque persone, tutte tra 22 e 33 anni, coinvolte nel traffico di stupefacenti, tutte di nazionalità albanese, che sono state denunciate per concorso nella detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti. I due arrestati sono stati tradotti presso la locale Casa Circondariale di Teramo.

Due chili di eroina nel bagagliaio, tre arresti a Pisa

(ANSA) - PISA, 15 GIU - Nascondevano due chili di eroina nel bagagliaio dell'auto: arrestati dalla polizia tre extracomunitari nei pressi della stazione di Pisa. I tre, un albanese, un algerino e un tunisino, sono accusati di detenzione di droga ai fini di spaccio. Una volta immessa sul mercato, l'eroina, che era divisa in quattro panetti, avrebbe fruttato, secondo la polizia, circa 50 mila euro.

Bastarde pregne...

PALERMO: FURTI IN APPARTAMENTO, IN MANETTE 2 GIOVANI ROM INCINTE

PALERMO (ITALPRESS) - Due ragazze rom, in stato di gravidanza, sono state arrestate dai carabinieri per furto in appartamento. Sono state bloccate, mentre si allontanavano da un'abitazione di via Tommaso Natale, a Palermo. Insieme a loro c'era una 12enne, che e' stata affidata ad una casa famiglia. Le due giovani, Nicolik Musema e Jovanovic Sangrepa, residenti nel campo nomadi di via del Fante, nel capoluogo siciliano, si erano introdotte in un appartamento, pensando che non vi fosse nessuno all'interno. Dopo avere suonato piu' volte al campanello, senza avere ricevuto risposta, hanno forzato la porta di ingresso. Invece, in casa c'era la figlia dei proprietari che si stava asciugando i capelli e non ha sentito nulla. Le due ladre, non appena si sono accorte della giovane, hanno tentato di fuggire, ma sono state bloccate dai genitori della ragazza che stavano rientrando a casa. Nel frattempo, informati da alcuni vicini, sono giunti sul posto i carabinieri che hanno arrestato le due nomadi, trovate in possesso di un telefono cellulare, 100 euro in contanti e circa 1200 euro di buoni benzina.

Emergenza Rumeni a Pescara: degrado, delinquenza e disagio sociale

PESCARA. Qualcosa è già cambiato da mesi. Era inevitabile e prevedibile. Così, come altrove, anche il tessuto sociale pescarese sta risentendo dei cambiamenti delle leggi e della immigrazione sempre più imponente. Con l’entrata nella Ue della Romania Pescara è stata letteralmente invasa dagli “ex extracomunitari” che ora non hanno più bisogno di un permesso di soggiorno per rimanere in Italia.

Per loro rimanere nel bel paese è una priorità, sebbene non abbiano un lavoro stabili o condizioni accettabili per sopravvivere.
E quindi anche i pescaresi si organizzano e sale i livello di agitazione verso gli stranieri che assediano ogni terreno abbandonato o ruderi fatiscenti e costruiscono accampamenti o riattano baracche per viverci.
Sono moltissimi gli insediamenti che accolgono donne e bambini e che fanno da supporto ai capi famiglia che in mancanza di altro non fanno che alimentare il mercato della malavita fatto di furti, accattonaggio e molestie varie.
Così vere e proprie ronde di cittadini sono state messe in atto in via del Circuito e nei pressi dell’ex consorzio agrario, ma anche in via Aterno dove i pescaresi di notte vegliavano sui loro terreni per evitare che i rumeni tornassero a ristabilirsi lì.
E solo l’arrivo delle volanti, coordinate da Pierfrancesco Muriana, ha evitato il peggio proprio mentre uno dei rumeni, con un bastone, ha tentato di scagliarsi contro i residenti che riteneva responsabili per lo sgombero di poche ore prima da parte della polizia.
E’ diventato sempre più frequente l’intervento delle forze dell’ordine nell’individuare ed eliminare tutte quelle situazioni giudicate favorevoli all’accampamento.
«Dal canto nostro intensificheremo controlli e cercheremo di prevenire situazioni di rischio», hanno detto Di Domenico della polizia e Grippo, comandante dei vigili urbani, «fino ad ora sono stati 21 gli sgomberi coatti e gli abbattimenti di strutture per un totale di 250 persone allontanate. Dall’inizio dell’anno il sindaco D’Alfonso ha emesso 35 ordinanze di sgombero su terreni del territorio comunale».
E sono molte le aree prese di mira dalle baraccopoli. Non è sfuggita nemmeno l’area dell’ex Fea che sarebbe diventata una nuova “fonderia Camplone”, la struttura per eccellenza che accoglieva in maniera precaria gli extracomunitari fino a pochi mesi fa quando le strutture fatiscenti sono state rase al suolo.
Al fenomeno che rischia di diventare di ordine pubblico, oltre che sociale, polizia e vigili urbani hanno promesso una intensa azione di prevenzione.
Ieri l’ultimo arresto di un rumeno per aver rubato una bicicletta.