giovedì 28 giugno 2007
Blitz antidroga, arrestato un albanese
Segrate, marocchini presi con 248 chili di hashish
I due arrestati, che abitano nella Bassa Bergamasce, erano su una Renault Megane con targa francese: all'interno avevano nascosto ben 248 chilogrammi di hashish.
Durante l'operazione altre due persone, probabilmente immigrati, sono invece riuscite a fuggire: l'auto con la quale sono scappati è stata trovata poco più tardi a Pioltello, sempre nel Milanese.
I marocchini finiti in manette, che hanno 26 e 37 anni e che erano già noti alle forze dell'ordine sempre per reati legati al traffico di droga, ora si trovano in carcere a disposizione della magistratura.
SPECIALISTA IN FURTI CON 9 FIGLI, DIFFERITA PENA A 23 ANNI
Le tre avevano con se’ schede telefoniche e ferri per forzare le porte, arnesi utilizzati in quattro furti in appartamento denunciati nelle ultime due settimane in citta’, per un bottino complessivo di circa 13.000 euro in denaro e preziosi.
Risultano due, invece, i colpi tentati e falliti. I testimoni hanno sempre riferito di aver notato sul posto due donne nomadi.
Le indagini accerteranno se le due croate bloccate ieri, entrambe residenti nel campo nomadi di Sassari, sono responsabili di questi sei episodi. Intanto, sono state denunciate a piede libero per tentato furto in concorso. La ragazzina e’ stata affidata alla nonna.(AGI)
TENTATO RAPIMENTO NEONATA: ZINGARE SPARITE E NUOVO PROCESSO
Improvvisamente fu stata accerchiata da tre nomadi, una alle spalle e le altre due sbucate da un cespuglio. La piu' 'anziana', Sineta Caldaranu, lancio' l'ordine alle complici, Copalea Sopirla e una dodicenne: ''Prendi bimbo, prendi bimbo''. La giovane mamma, vistasi accerchiata conscia del pericolo reagi' afferrando tra le braccia la figlioletta per poi sferrare un calcio negli stinchi alla nomade piu' vicina.
Infine spinse con forza il passeggino facendosi largo fra le due malviventi che le si erano parate davanti. Quindi aveva chiamato il 113. Alle 12.25 i poliziotti individuarono e bloccarono le zingare. Il Pm Luca Masini, ottenne dal Gip la convalida dell'arresto per tentato di sequestro di persona. Ma il giorno dopo al termine del processo per direttissima e il patteggiamento della pena per 'tentata sottrazione di minori, il Giudice dispose l'immediata scarcerazione. Da qui le polemiche con la scesa in campo anche della Lega Nord che organizzo una fiaccolata l'insegna dello slogan: 'Giu' le mani dai nostri bimbi'. Fu polemica anche con il Procuratore dei Minori, Giovanni Ingrasci' che ''sulla base della documentazione disponibile e su quanto affermato dalla mamma della neonata'' configuro' l'episodio come ''minacce ma non certo un tentativo di sequestro o di sottrazione di minore'' nel valutare la posizione della zingarella dodicenne che non fu neppure indagata perche' al di sotto dell'eta' minima prevista per la punibilita' di un minorenne. Nella prima udienza del nuovo processo, svoltasi il 14 febbraio scorso, l'avvocato difenfensore d'ufficio delle due nomadi, Flavio Natali, aveva chiesto che gli atti processuali compiuti nel febbraio di due anni fa, compresa la derubricazione del reato e relativo patteggiamento, mantenessero la loro validita' e fossero riesaminati dal nuovo Giudice, Manuela Rossi. E che lo stesso riempisse la 'lacuna' del difetto di motivazione rilevata dalla Suprema corte. Di parere diverso il Procuratore capo, Annamaria Delitala, che non si oppose al riesame del patteggiamento, dicendo pero' no alla derubricazione del reato da tentato sequestro di persona a tentata sottrazione di minore. (AGI)
Stupra l’ex fidanzata e la getta nel cassonetto: condannato un bosniaco
Ma la tragedia è proseguita. L’uomo si è disfatto della sua vittima, gettandola in un cassonetto della spazzatura, in via della Magliana. La donna, stordita per le botte e impaurita, ha iniziato a urlare e a disperarsi. Fortunatamente i suoi lamenti sono stati sentiti dai passanti che l’hanno soccorsa e condotta all’ospedale San Camillo.
I reati contestati a Osmanovic dal pm Staffa sono minacce, violenza sessuale aggravata, lesioni, maltrattamenti e sequestro di persona. Per queste accuse l’imputato bosniaco è stato condannato con rito abbreviato a quattro anni di reclusione dal giudice dell’udienza preliminare Donatella Pavone. Il gup ha anche disposto un risarcimento del danno di 50mila euro in favore della vittima costituitasi parte civile nel giudizio e assistita dall’avvocato Geraldine Pagano. La vicenda non è che il culmine di quattro anni di maltrattamenti, oggetto delle contestazioni per cui il bosniaco è imputato. Secondo l’accusa, Osmanovic avrebbe sistematicamente sottoposto l’ex compagna «a un regime di maltrattamenti, picchiandola, umiliandola, pretendendo da lei rapporti sessuali violenti e minacciandola di morte».
Arrestati due narcotrafficanti albanesi
A finire nella rete di poliziotti aprutini stavolta sono due cittadini albanesi, G.A. di 25 anni e X.S. di 24 anni, arrestati dalla Polizia di Stato nella flagranza di reato.
L'operazione antidroga è frutto di un'intensa attività investigativa avviata dagli uomini della caserma "Passamonti" della Questura di Teramo che si sono avvalsi anche dell'ausilio di intercettazioni telefoniche.
Non c'è scampo per i trafficanti di droga in provincia di Teramo, nonostante si tratti pur sempre della solita punta dell'iceberg: si stima, infatti, che l'ammontare di droga in circolazione superi pur sempre il 90% nonostante gli sforzi degli investigatori.
A conclusione di numerosi servizi di pedinamento e di osservazione protrattisi senza soluzione di continuità, sono state deferite alla locale Autorità Giudiziaria in totale 7 persone ritenute responsabili di un traffico di sostanze stupefacenti lungo la fascia costiera della provincia di Teramo.
L'attività informativa, gli appostamenti ed i preventivi pedinamenti delle persone sospettate di appartenere al gruppo, hanno consentito alla magistratura aprutina, su proposta della Questura di Teramo, di sottoporre diverse utenze ad intercettazione telefonica.
I cui esiti, opportunamente sviluppati e riscontrati, hanno portato gli inquirenti ad eseguire una perquisizione domiciliare nel corso della quale sono stati rinvenuti 678 grammi di cocaina, ed altro materiale d'interesse, nella disponibilità dei due cittadini albanesi arrestati nella flagranza di reato.
L'attività investigativa in corso è stata ulteriormente approfondita tanto da accertare responsabilità penali anche a carico di altre cinque persone, tutte tra 22 e 33 anni, coinvolte nel traffico di stupefacenti, tutte di nazionalità albanese, che sono state denunciate per concorso nella detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti. I due arrestati sono stati tradotti presso la locale Casa Circondariale di Teramo.
